Lunedì 18 Dicembre 2017 - 12:30

Vantaggi fiscali illeciti a Ikea. L'Unione Europea indaga sull'Olanda

Due norme fiscali avrebbero favorito il colosso svedese dei mobili nei confronti della concorrenza. Ricavi spostati in Lussemburgo e Liechtenstein

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La Commissione Ue accende un faro su possibili aiuti fiscali illegittimi che Ikea avrebbe ricevuto dall'Olanda. Lo riferisce Bruxelles, precisando che il rivenditore svedese di mobili potrebbe aver beneficiato di vantaggi sleali rispetto alla concorrenza. In particolare il braccio esecutivo dell'Ue sta esaminando due accordi fiscali a favore di Inter Ikea. "La Commissione teme che due 'tax ruling' olandesi possano aver consentito a Inter Ikea di pagare meno tasse e di avere un vantaggio ingiusto rispetto ad altre società, in violazione delle norme Ue sugli aiuti di Stato", spiega Bruxelles in un comunicato.

L'Olanda ha raggiunto con Inter Ikea, che gestisce l'attività in franchising di Ikea e riscuote una commissione del 3% del fatturato da tutti i negozi tramite la filiale olandese Inter Ikea Systems, due accordi fiscali. Il primo, valito tra il 2006 e il 2011, permetteva a Inter Ikea Systems di dirottare su un'unità del Lussemburgo una parte significativa degli utili, che non erano in tal modo soggetti ad alcuna imposizione. "Tutte le aziende, grandi o piccole, multinazionali o meno, dovrebbero pagare la loro giusta quota di tasse, gli Stati membri non possono lasciare che aziende selezionate paghino meno tasse permettendo loro di spostare artificialmente i loro profitti altrove", ha dichiarato la commissaria europea per la Concorrenza, Margrethe Vestager.

Un nuovo 'tax ruling' del 2011, introdotto dopo che la Commissione aveva dichiarato illegale il primo accordo, ha consentito a Ikea di spostare una parte sostanziale degli utili in franchising a una società del Liechtenstein. Anche la catena di fast food McDonald's e la società energetica francese Engie sono nel mirino europeo per le loro operazioni fiscali in Lussemburgo. La Commissione ha finora ordinato ad Apple di pagare un importo record di imposte arretrate, fino a 13 miliardi di euro in Irlanda, a Starbucks fino a 30 milioni di euro nei Paesi Bassi e ad Amazon 250 milioni di euro in Lussemburgo.

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