Mercoledì 22 Novembre 2017 - 14:30

Vaccini obbligatori, la Consulta respinge i ricorsi del Veneto: "Decreto legittimo"

Sul giudizio della Consulta pesa il calo della copertura: "Giusto, quindi, passare dalla persuasione all'obbligo"

Camera dei Deputati. Voto finale sul DL Vaccini

L'obbligo di vaccinazione è "legittimo nel contesto attuale" e le questioni prospettate dalla Regione Veneto contro il decreto 73/2017 che ha reso obbligatori dieci vaccini, sono "non fondate". Lo ha stabilito la Corte Costituzionale.

Secondo i giudici costituzionali, le misure in questione (il decreto Lorenzin ndr) rappresentano una scelta spettante al legislatore nazionale. Questa scelta, secondo i giudici, non è irragionevole, poiché volta a tutelare la salute individuale e collettiva e fondata sul dovere di solidarietà nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie. La Corte ha considerato tra l'altro che tutte le vaccinazioni rese obbligatorie erano già previste e raccomandate nei piani nazionali di vaccinazione e finanziate dallo Stato nell'ambito dei Livelli essenziali di assistenza sanitaria.

Inoltre, il passaggio da una strategia basata sulla persuasione a un sistema di obbligatorietà si giustifica alla luce del contesto attuale caratterizzato da un progressivo calo delle coperture vaccinali. È stato altresì considerato che la legge di conversione ha modificato il decreto legge riducendo sensibilmente le sanzioni amministrative pecuniarie e prevedendo che, in ogni caso, debbano essere precedute dall'incontro tra le famiglie e le autorità sanitarie allo scopo di favorire un'adesione consapevole e informata al programma vaccinale. Infine, la mancata vaccinazione non comporta l'esclusione dalla scuola dell'obbligo dei minori, che saranno di norma inseriti in classi in cui gli altri alunni sono vaccinati.

Lorenzin - Immediata la reazione positiva della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin: "Grande soddisfazione per la conferma di costituzionalità del #decretovaccini da parte della Consulta. I vaccini sono una conquista della scienza e una delle più importanti misure di prevenzione esistenti.Il Decreto protegge la salute dei nostri bambini e di tutta la comunità".

Zaia - Ed ecco il punto di vista dell'autore del ricorso bocciato: il governatore del Veneto, Luca Zaia:

"Prendiamo atto di questa sentenza della Consulta, che rispettiamo. Come Governatore io ho fatto solo il mio dovere, perché ho difeso un modello che esisteva da dieci anni, fondato sulla libertà di scelta e sul dialogo con le famiglie. Noi non ci siamo mai opposti alle vaccinazioni e anzi mi spiace che la difesa di questo modello, che condividiamo con 15 paesi europei,sia stata presa come una posizione 'no vax'. Ora si passa alla coercizione",

Fnomceo (Ordine dei medici) - Soddisfazione viene espressa dalla Fnomceo (Ordine dei Medici e Odontoiatri) "Prendiamo atto con soddisfazione della decisione della Corte Costituzionale che ha giudicato l'obbligo dei vaccini 'legittimo nel contesto attuale', riconoscendo la competenza dello Stato sulle misure in questione, in quanto scelta volta a tutelare la 'salute individuale e collettiva e fondata sul dovere di solidarietà' nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie".

Ed ecco Laura Puppato, già candidata del centrosinistra in Veneto: "Ennesima sconfitta per la Regione Veneto davanti al Giudice Costituzionale, ormai i ricorsi andati perduti non si contano più così come le decime di milioni di euro che sono costati a tutti i Veneti. Luca Zaia e la sua giunta non hanno avuto alcun interesse nel tutelare la salute dei cittadini, ma hanno solamente sperato di poter attaccare ancora il Governo, ma la Corte ha stabilito il pieno diritto che avevamo, come Parlamento, a legiferare sull'obbligatorietà dei vaccini, così come aveva già fatto anche il Consiglio di Stato - ha affermato Puppato - speriamo che, per una volta, Zaia possa imparare la lezione, perché i ricorsi persi dalla Regione ormai sono decine e i costi sono diventati enormi per le tasche dei Veneti, soldi che sarebbero potuti essere utilizzati per la sanità o per il sociale o ancora per la mobilità".

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