Martedì 29 Agosto 2017 - 15:45

Università, docenti in sciopero: a rischio appelli esami

Protestano contro i 5 anni di blocco degli scatti salariali. Fedeli: "Trovare risorse in legge Bilancio"

Università, sciopero docenti: a rischio appelli esami. Fedeli: "Trovare risorse"

E' uno dei casi dell'estate sul web e alle porte di settembre il punto interrogativo rimane grande almeno quanto la rabbia degli studenti. Da ieri fino al 31 ottobre ben 5.444 professori e ricercatori universitari di 79 atenei sparsi in tutta la Penisola sono in sciopero. Si protesta contro i cinque anni di blocco degli scatti salariali: una restrizione unica tra le categorie, che non si vedeva da oltre quarant'anni.

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"Lo sciopero ha, per il nostro Movimento, una importanza superiore a quella delle ragioni sacrosante e puntuali della sua proclamazione. È una occasione irripetibile per far capire a tutti una volta per tutte che i Docenti Universitari Italiani non sono più disposti a farsi trattare in futuro come sono stati trattati a partire dal 2010", denuncia Il Movimento per la dignità della docenza universitaria che ha organizzato lo sciopero. Sui social si è scatenata la delusione dei tantissimi studenti che vedono a fortissimo rischio la sessione d'appello autunnale. Ma ad aprire una finestra di speranza è la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli: "Andremo avanti con il dialogo e per trovare le soluzioni, l'importante è che non vengano penalizzati gli studenti". Dal punto di vista concreto per le retribuzioni si lavora per trovare le risorse (missione non facile) "nella legge di bilancio. Questo vale per i contratti pubblici e per i  docenti universitari e i ricercatori".

La posizione dei sindacati è però netta: "I salari sono fermi ormai da piu' di 8 anni, i docenti necessitano di risposte adeguate. Tutti i settori della 'conoscenza', la Scuola, l'Universita', gli Enti di Ricerca e l'Alta Formazione Artistica e Musicale, sono stati in questi anni definanziati e il personale che vi lavora trattato non come una risorsa, ma solo come un costo o, peggio, uno spreco", ha spiegato Francesco Sinopoli, segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil.

"L'aumento di 85 euro medi previsto nell'intesa Governo-Sindacati del novembre scorso, che deve peraltro trovare ancora copertura non è sufficiente né a recuperare il potere d'acquisto perduto né a ridare dignità al lavoro che quotidianamente viene svolto nelle scuole - rilancia - In questo quadro è maturo il momento per affrontare la questione della contrattualizzazione del personale docente delle Università". Per Link - Coordinamento Universitario lo sciopero si inserisce invece "in un contesto drammatico" ed "è necessario allargare la protesta a tutti coloro che vivono l'università, perché solo con un finanziamento generale dei nostri Atenei sarà possibile ridare vita all'università ed opportunità e diritti ai suoi studenti, ai  suoi docenti, alla ricerca".

Da dove parte tutto? Lo sciopero fu proclamato a giugno dopo un incontro al Miur giudicato insoddisfacente dal Movimento che chiede di sbloccare a partire dal primo gennaio 2015 gli avanzamenti di carriera e gli scatti di stipendio congelati di fatto dall'esecutivo per un quinquiennio.

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  • redazione web
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