Venerdì 25 Agosto 2017 - 20:15

Terremoto Ischia, vescovo a funerali: "Non è isola abusivismo"

Nel giorno del dolore per le vittime Lina Balestrieri e Marilena Romanini non c'è spazio per le polemiche

Ischia, funerali delle due vittime del terremoto

Ischia rende omaggio alle due vittime del terremoto di lunedì sera, Lina Balestrieri e Marilena Romanini. In un palazzetto dello sport gremito da un migliaio di persone, compresi il ministro dell'Interno Marco Minniti ed il governatore della Campania Vincenzo De Luca, l'isola si è stretta attorno ai familiari delle due donne.

Lina Balestrieri era conosciutissima ad Ischia per il suo impegno di catechista del cammino neocatecumenale. La donna, 59 anni, è morta proprio mentre si stava recando ad un incontro nella chiesa di Casamicciola quando è stata colpita in testa da un parte del cornicione che le è caduto addosso. Marilena Romanini, invece, era diventata ischitana di adozione. La 65enne risiedente nel maceratese infatti amava l'isola campana ed era solita trascorrerci lunghi periodi di vacanza. Per lei domani è prevista una seconda funzione in forma privata nella sua città d'origine.

Nel giorno del dolore non c'è spazio per le polemiche. Nel corso della sua omelia però il vescovo di Ischia, Pietro Lagnese, difende a spada tratta la sua comunità. "Prendo le distanze da giudizi affrettati e strumentali che contribuiscono a presentare la nostra come un'isola che avrebbe fatto dell'abusivismo edilizio e dell'illegalità un sistema di vita", dice. "Ho letto negli occhi di tante persone molta amarezza non solo per aver perso la casa ma per essere additate come incoscienti. No, non è cosi il popolo ischitano", aggiunge ancora.

Per il vescovo: "l'abusivismo edilizio è presente sull'isola, lo sappiamo e ne siamo consapevoli, va combattuto ed affrontato ma non può essere considerato la causa dei crolli che hanno colpito edifici di non recente costruzione e chiese". A tal proposito, argomenta, "lasciamo che gli organi preposti facciano le verifiche in corso". Rivolgendosi alle autorità presenti nel palazzetto, che Lagnese ringrazia per "portarci l'abbraccio dell'intera nazione", il vescovo chiede una ricostruzione "rapida ed efficace" degli edifici distrutti ed un impegno altrettanto celere per " la messa in sicurezza di quelli lesionati per dare un'abitazione a chi ha perso la casa". L'auspicio infatti è che "l'attività turistica di questa isola bellissima e fragile possa continuare". A tal proposito Lagnese, infine, lancia un appello accorato ai turisti: "Non rinunciate alla vostra vacanza in mezzo a noi". 

Scritto da 
  • Andrea Capello
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