Domenica 09 Settembre 2018 - 11:30

Svezia al voto, exit poll: estrema destra al 16,3%, sotto le attese. Tensione ai seggi

In testa i socialdemocratici, che sarebbero oltre il 25%. Elettori e giornalisti aggrediti da neonazisti alle urne

È ampiamente in testa il partito social-democratico nelle elezioni legislative in Svezia, molto più avanti dei conservatori e dell'estrema destra che delude le attese. Secondo il primo exit poll della tv privata Tv4, i socialdemocratici sarebbero al 25,4%, circa 5,5 punti percentuali in meno rispetto a quattro anni, nel loro peggior risultato da un secolo. Il partito anti-immigrati dei democratici per la Svezia sarebbe al 16,3% dei voti, in terza posizione, molto sotto il 25% atteso.

Nel frattempo ai seggi si sono verificati episodi di intimidazioni e aggressioni ai danni di elettori e giornalisti da parte di membri dei movimenti neonazisti. Il quotidiano Svenska Dagbladet ha riferito che membri del Movimento di resistenza nordica hanno fatto irruzione in diversi seggi e hanno cercato di fotografare elettori, schede elettorali e giornalisti i presenti. I blitz, segnalati nelle località di Boden, Ludvika e Kungalv, hanno causato forte apprensione tra gli elettori.

Sondaggi - Secondo i sondaggi, i democratici svedesi (SD, che, a dispetto del nome sono la destra radicale) potrebbero spuntare tra il 16 e il 25 per cento, rendendo impossibile prevedere la composizione del prossimo governo. Il partito, radicato nel movimento neonazista ha definito l'arrivo di quasi 400mila richiedenti asilo dal 2012 una minaccia per la cultura svedese. I due maggiori partiti, i socialdemocratici e i moderati conservatori, che tradizionalmente raccoglievano circa il 40 per cento dei voti, sarebbero in calo di 10 punti percentuali rispetto alle ultime elezioni del 2014. I candidati degli otto partiti in campagna elettorale hanno puntato in particolare sul 20% dei 7,5 milioni di elettori che si ritiene siano ancora indecisi.

Il primo ministro socialdemocratico Stefan Lofven ha ripetutamente definito le elezioni legislative un "referendum sul futuro dello stato sociale". Ma l'estrema destra l'ha presentato come un voto legato all'immigrazione e all'integrazione, dopo che la Svezia ha accolto più di 160mila richiedenti asilo nel solo 2015, un record pro capite in Europa. Alla vigilia delle elezioni, Lofven ha esortato gli elettori a "pensare a come vorrebbero sfruttare il proprio tempo sulla Terra", invitandoli a "stare dalla parte giusta della storia". Il leader dei moderati Ulf Kristersson intanto ha detto che dopo le elezioni, la Svezia avrebbe bisogno di "una forte cooperazione trasversale per isolare le forze, spingendo la Svezia a ritirarsi dalla cooperazione internazionale".

Nel sud della Svezia, una roccaforte della SD, il leader del partito Jimmie Akesson ha fatto una campagna tra folle di sostenitori mentre i detrattori lo hanno contestato al grido "Nessun razzista nelle nostre strade!". "Siamo ora in competizione contro i socialdemocratici e i moderati per diventare il più grande partito del paese", ha detto, liquidando i manifestanti come "comunisti".
 

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