Giovedì 14 Giugno 2018 - 17:15

Stadio Roma, Maran: "Non sono eroe, questa è e deve essere la normalità"

Anche l'assessore all'Urbanistica del comune di Milano era stato avvicinato dall'imprenditore, che gli aveva offerto un appartamento in cambio del via libera per realizzare il nuovo stadio del Milan

Assessore all'urbanistica Pierfrancesco Maran all'uscita di Palazzo Marino

Il giorno dopo l'arresto del costruttore romano Luca Parnasi e di altre 11 perone nell'ambito dell'inchiesta della Procura capitolina sul nuovo stadio della Roma, l'assessore all'Urbanistica del comune di Milano, Pierfrancesco Maran, è tornato sulla vicenda che suo malgrado lo ha toccato. Anche lui, infatti, era stato avvicinato dall'imprenditore, che gli aveva offerto un appartamento in cambio del via libera per realizzare il nuovo stadio del Milan.

Maran, però, come emerge dall'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip romano Maria Paola Tommaselli, gli aveva risposto rifiutando "sdegnosamente" il tentativo di corruzione. "Non sono un eroe", scrive oggi l'assessore in un lungo post su Facebook con cui ha dato ai milanesi la sua versione dei fatti. "Mi fa molto piacere che sia chiaro a chiunque entri nel mio ufficio che non vi è spazio alcuno per proposte improprie" ma "questa - ha scritto - è e dev'essere la normalità non solo per me, ma per tutta la giunta di cui faccio parte, ed è la normalità per la gran parte di coloro che si impegnano nelle istituzioni mossi da passione e voglia di cambiare le cose".

Nulla di eroico, dunque, nell'allontanare Parnasi dicendo che tentativi di ammorbidire l'amministrazione comunale "a Milano non usano". Il suo gesto, però, lo ha reso popolarissimo. E Maran ha voluto ringraziare i tanti che in queste ore lo hanno sostenuto: "Ho davvero apprezzato i numerosi messaggi che mi sono arrivati da tante persone che grazie a questa notizia hanno ritrovato o confermato la loro fiducia nella politica", ha aggiunto su Facebook. Non sono arrivati solo elogi, ma anche qualche critica, soprattutto dall'opposizione a Palazzo Marino, che lo ha bacchettato perché non ha denunciato. "Maran ha fatto solo quello che in una democrazia matura è normale. Il suo comportamento rientra nella totale normalità. Gli eroi sono altri - lo bacchetta il vice capogruppo di Forza Italia, Alessandro De Chirico - La cosa sorprendente è che non abbia denunciato" e non ne abbia parlato con il sindaco Giuseppe Sala. "Ma come - prosegue De Chirico - ti lasciano intendere che sono disponibili a corromperti per costruire il nuovo stadio del Milan e tu non dici niente nemmeno al sindaco?".

Di certo c'è che Luca Parnasi avrebbe dato seguito alla sua "abitudine anni '80" di riempire i politici di regali e mazzette per cercare di mettere le mani anche sul nuovo stadio dei rossoneri. A Milano, però, dove è stato arrestato ieri, l'imprenditore ha incassato un fermo "no" dall'assessore Maran, che gli ha detto:"Non voglio prendere per il c... chi mi ha votato".

A raccontare la vicenda è Giulio Magnosi, anche lui arrestato ieri. "Siamo andati a parlare con l'assessore Maran, quello di Milano no? - dice a una collega, non sapendo di essere intercettato -. Simone gli prova a vendere alla Tecnocasa un appartamento... e quello dice 'amico mio no!'. Cioè qua funziona così... se tu mi dici che la cosa la riesci a fare è perché la puoi fare, a me non mi prendi per il c..., perché io non mi faccio prendere...io... non voglio essere... non voglio prendere per c... chi mi ha votato". Il brusco stop, però, non ferma Parnasi, che a un politico romano, probabilmente millantando, dice: "Sto facendo una marea di cose col Milan, proprio ieri ero dal sindaco Sala a parlare dello stadio del Milan per fare una roba...". E per avvicinarsi alla Lega avrebbe finanziato la fondazione "Più Voci", episodio anche questo finito al centro dell'inchiesta della Procura di Roma.
 

Scritto da 
  • Benedetta Dalla Rovere
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