Lunedì 14 Agosto 2017 - 14:15

Niccolò, ucciso di botte per una spinta nell'indifferenza generale

Sarebbe stata una spinta a causare l'ira dei tre ragazzi che hanno picchiato a morte il giovane in una discoteca a Lloret de Mar

Dodici secondi di immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza della discoteca 'St.Trop's' di Lloret del Mar. Sono gli ultimi attimi di vita di Niccolò Ciatti, il ventiduenne di Scandicci (Firenze), morto in Spagna in seguito a un pestaggio subito la notte tra venerdì e sabato scorsi. Il video è ora al vaglio della polizia catalana che sta indagando sull'omicidio del giovane italiano e che ha fermato i presunti responsabili dell'aggressione: tre ceceni di 20, 24 e 26 anni.

In quei dodici secondi si vede un ragazzo che sferra un primo pugno al volto di Niccolò. Il giovane italiano sembra non accorgersi della minaccia, e subisce il colpo senza poter reagire. Cade in ginocchio e qualcuno gli sferra altri pugni. Poi, uno degli aggressori gli rifila un calcio in testa. Niccolò perde i sensi. non si sveglierà più e morirà poche ore dopo nell'ospedale Trueta di Girona. Dodici secondi di violenza senza un vero motivo, perché una lite per una spinta nella calca di una discoteca affollatissima non può essere un pretesto per uccidere un ragazzo. E dodici secondi di pugni e calci nell'indifferenza di tanti avventori del locale, che anzi circondano la scena dell'aggressione come se assistessero a uno spettacolo.

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"Ho visto la metà di questo video terribile, perché come padre non ci sono riuscito. Mi sono ripromesso di non farlo vedere a mia moglie ma lei lo ha già visto. È la dimostrazione delle bestie che abbiamo di fronte, perché non sono esseri umani, ma bestie. Lo hanno ammazzato come un cane, neanche un cane si merita una fine così. Queste tre persone lo hanno spinto perché cercavano solamente le botte, erano paramilitari, non lo so cosa sono. E la cosa triste è che tutti sono stati a guardare impotenti. Forse qualcuno intervenendo poteva evitare quelle botte alla testa che lo hanno ammazzato". È il commento, rilasciato ai microfoni del Tg1, del padre di Niccolò Ciatti, arrivato in Spagna con la moglie e la fidanzata del figlio.

"Per me Niccolò è come l'ossigeno, senza mi sento soffocare. Mi ha dato l'anima. non il cuore, non l'amore: troppo di più. Tutti devono sapere quanto ci amavamo. Sapere cos'era per me e cos'ero per lui". ha scritto sul suo profilo Instagram, Ilaria, 20 anni, la fidanzata di Niccolò. Ma con il giovane di Scandicci, che aveva compiuto 22 anni nemmeno un mese fa, la notte della tragedia c'erano anche cinque suoi amici, con i quali stava trascorrendo la vacanza in Costa Brava. Altri due erano in albergo. Il giorno dopo avrebbero dovuto far ritorno a Firenze. Ai poliziotti hanno raccontato, sotto choc, che ad aggredire Niccolò erano in tre, dalla carnagione olivastra, che parlavano un po' in francese e, a giudicare da come hanno colpito il loro amico, sembravano esperti in arti marziali.

 

Il mio gigante buono. Aspettami non ci metto tanto te l'ho già detto.

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Un racconto che, associato alle immagini del video delle telecamere di sicurezza della discoteca, ha permesso agli agenti del Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, di fermare rapidamente i tre presunti aggressori che, poco dopo il fatto, erano fuggiti sul lungomare di Lloret de Mar. I tre ceceni da quanto si è appreso, dalla Francia si sarebbero trasferiti in Spagna. E avrebbero risposto in francese alle domande degli investigatori. E mentre in Spagna proseguono le indagini, a Firenze, dove Niccolò lavorava, e a Scandicci, dove risiedeva, in tanti lo ricordano. "Era un ragazzo molto conosciuto in città, io stesso avevo con lui amici in comune. Siamo addolorati e scossi, e chiediamo che sia fatta chiarezza", ha detto Sandro Fallani,, aggiungendo che "tutta la città è vicina alla sua famiglia".

 

I tuoi occhi quando mi guardi.

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Il dolore corre su fFacebook. il profilo di Niccolò Ciatti, che di amici veri e virtuali ne aveva molti, anche perché aveva fatto il pr per alcune discoteche fiorentine, è pieno di messaggi di cordoglio. Ma anche di rabbia nei confronti di chi l'ha ucciso e di chi è rimasto a guardare senza intervenire per fermare quella violenza. Al mercato di San Lorenzo, a Firenze, qualcuno ha deposto delle orchidee bianche e una foto di Niccolò accanto al cartello con la scritta "chiuso per grave lutto", posto nel banco di ortofrutta dove il ventiduenne di Scandicci, tifosissimo viola, lavorava con la zia. In tanti, questa mattina, al mercato di San Lorenzo si chiedevano come potesse essere accaduta una cosa simile. Niccolò Ciatti "era un ragazzo d'oro che arrivava alle sei tutte la mattine per lavorare", ha sottolineato un commerciante. "E non era proprio un attaccabrighe", ha aggiunto un altro. Tutti, clienti compresi, lo descrivono come un ragazzo tranquillo, che non ha mai litigato con nessuno, socievole con tutti. "Sono solo dei pazzi, hanno ammazzato un ragazzo che meglio di così non ci poteva essere", ha gridato un altro commerciante del mercato.  

Scritto da 
  • Francesco Bongiovanni
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