Giovedì 10 Agosto 2017 - 17:30

'Sei fidanzata con un africano': negoziante rifiuta lavoro a ragazza

Dopo il caso di Paolo a Cervia, un nuovo triste episodio a Torino

'Sei fidanzata con un africano': negoziante rifiuta lavoro a ragazza - Foto tratta dal profilo Facebook della giovane

Ancora discriminazioni legate al colore della pelle, ancora posti di lavoro negati. Dopo il caso di Paolo a Cervia, questa volta la protagonista è Chiara, una giovane piemontese che si è vista rifiutare il posto di commessa a Torino perché il suo fidanzato è un ragazzo di origine nigeriana. "Per me puoi anche uscire con il mostro di Firenze, ma permettimi di non affidare la cassa di un negozio a chi divide la sua vita con un africano", ha scritto in un sms il datore di lavoro. 

Dopo il triste episodio, la Regione Piemonte ha espresso sostegno e vicinanza alla giovane. "E' un'evidente discriminazione che non vorremmo commentare, né possiamo derubricare a scherzo di pessimo gusto. La discriminazione è netta e ampiamente documentata. Rientra quindi in uno dei casi in cui può intervenire la legge regionale 5/2016 'Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale'", dichiara l'assessora del Piemonte alle Pari opportunità, Monica Cerutti. "Vista la determinazione con la quale Chiara ha reso pubblico questo brutto episodio - aggiunge -, la Regione Piemonte è al suo fianco chiedendole di procedere con una denuncia, che potrà essere sostenuta economicamente con il fondo istituito con la legge stessa".

"È fondamentale - sottolinea Cerutti - che casi come questi non passino sotto silenzio ma emergano, perché si affermi una cultura che renda le differenze un valore effettivo, e non elemento di discriminazione. Il nostro augurio è che fatti come questo siano pochi, ma i segnali che ci vengono soprattutto dai social in rete rispetto al 'diverso' in tutte le sue forme ci fanno temere che la realtà sia ben altra e sia necessario un intervento fermo delle istituzioni, affinché prevalga la cultura del rispetto".

 

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  • redazione web
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