Venerdì 06 Luglio 2018 - 14:15

"Segnate le buche a Roma. O altri moriranno come mia figlia"

L'appello della madre di Elena Aubry, morta sulla Ostiense il 6 giugno scorso. E molti prendono le bombolette per tracciare il dissesto delle strade

Buche e asfalto disastrato a Roma

Mobilitazione a Roma dopo la lettera su Facebook di Graziella Viviano a sua figlia Elena Aubry, 26 anni morta in moto lo scorso 6 giugno sulla via Ostiense: "Siamo condannati a muoverci su queste strade e dobbiamo auto-difenderci. Con tre euro di bomboletta spray mia figlia sarebbe ancora viva". Questo l'appello della mamma che invita a segnare con una bomboletta spray buche e radici sulle strade della capitale che hanno ucciso sua figlia Elena.

Dal Gra alle strade del centro, fino ai Parioli, arrivano foto di buche e dossi tracciati in giallo e verde, nella speranza di renderle più visibili e, quindi, meno pericolose.

La lettera di Graziella Viviano è anche una risposta a Beppe Grillo che, facendo i complimenti a Virginia Raggi, rassicurava che girando per Roma, dalla sua macchina non vedeva buche. Tante le associazioni o singoli cittadini che, con i barattoli di vernice in mano si stanno muovendo per la città a colorare i dissesti stradali, per una maggiore sicurezza. 

Tanti anche i bikers, che sottolineano l'importanza del segnalare le buche e ne denunciano molte sulle piste ciclabili, che, se segnalate, potrebbero evitare gli ospedali anche a loro.

Facendo un giro per le strade della Capitale si può constatare che ogni via e ogni quartiere ha le sue buche, radici affioranti e pericolosi dossi. Misurandoli si può verificare che sono profondi dai 4 ai 10 centimetri. Abbastanza per provocare gravi incidenti.

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