Mercoledì 13 Giugno 2018 - 10:45

Perugia, inscenano rapimento ma è un addio al celibato: sei denunciati

Il gruppo di amici aveva architettato lo scherzo per il futuro sposo, ma un uomo che ha assistito alla scena ha contattato la polizia. Poi chiarito il malinteso

danneggiamento teppisti

L'accusa è quella di procurato allarme. C'è un grande equivoco all'origine dell'episodio che a Perugia ha portato alla denuncia di sei persone. Lo scorso sabato, infatti, un cittadino ha segnalato alla questura il rapimento di un uomo in via del Macello. Il testimone ha raccontato di aver visto due indivuidui col volto coperto bloccare un passante per poi costringerlo, tra le grida, a salire su un furgone. 

Due volanti sono subito arrivate sul posto e hanno rintracciato il veicolo in prossimità di via Pievaiola. I quattro uomini a bordo del furgone, tutti italiani, trentenni e incensurati, non capivano per quale ragione gli agenti avessero deciso di fermali e di effettuare un controllo.

Dopo aver confermato la dinamica dei fatti di via del Macello, il gruppo di amici ha chiarito il malinteso: l'uomo che ha contattato la polizia aveva assistito a un finto rapimento inscenato per festeggiare l'addio al celibato di un loro amico. Il presunto rapito era, infatti, il futuro sposo.

 

 

Accedi per lasciare commenti

Ti potrebbe interessare anche

Cadavere in fiume a Lubiana: è di Davide Maran, studente italiano

Il giovane 26enne originario di Cento era sparito da marzo

ITALY-EUROPE-POLITICS-MIGRANTS

Guardia costiera e soccorso nel Mediterraneo Centrale: ecco come funziona

Quando e come devono rispondere a una richiesta di soccorso, di chi è la competenza, cosa sono la Sar e il place of safety

Chef Rubio: "'Cus cus clandestino' contro le bugie di Salvini per Soumaila"

A Milano il 3 luglio la serata di cibo e solidarietà organizzata dall'Usb. Lo chef senza peli sulla lingua: "Continuerò a dire ciò che penso a costo di rischiare la professione"

Operazione di salvataggio di 433 migranti al largo della costa libica

"Rivolgetevi a Tripoli". La prassi della guardia costiera italiana per le navi in acque libiche

Ecco cosa succede quando un'imbarcazione chiede soccorso all'Italia ma si trova nella zona di competenza di un altro Paese