Mercoledì 06 Giugno 2018 - 09:15

Processo Spada: Comune e Regione parte civile ma le vittime no

Nell'aula bunker del carcere di Rebibbia il boss Carmine Spada e suo fratello Roberto, ritenuti i capi di un'associazione per delinquere di stampo mafioso

Prima udienza del processo a Roberto Spada

Comune di Roma, Regione Lazio, Associazione Antonino Caponnetto, Libera e Ambulatorio Antiusura onlus, saranno parte civile nel maxi processo al clan Spada ma, nell'aula bunker di Rebibbia, a chiedere i danni alla 'mala' del litorale romano non ci sarà nessuna delle vittime, né i loro familiari.

Delle quindici persone vittime accertate di violenze, minacce ed estorsioni , i cui nomi sono emersi in oltre due anni di indagine, nessuna ha avuto il coraggio di presentarsi in aula contro i propri aguzzini.

"Permangono gravi problemi di sicurezza legati a un contesto criminale mai placato", sottolinea la pm Ilaria Calò, titolare dell'indagine insieme a Mario Palazzi, che risponde così a quanti, tra i difensori degli imputati, chiedono il trasferimento dei loro assistiti nelle carceri romane. Secondo l'accusa è ancora indispensabile il regime di alta sorveglianza cui sono sottoposti la maggior parte dei 24 imputati del processo, tutti accusati di far parte di un'associazione di stampo mafioso capeggiata, secondo chi indaga, da Carmine e Roberto Spada.

Il processo arriva dopo oltre due anni di indagini e l'operazione scattata il 25 gennaio scorso.

Tra i reati a vario titolo contestati, oltre all'associazione di stampo mafioso, ci sono l'omicidio, l'estorsione, l'usura, la detenzione e porto di armi e di esplosivi, incendio e danneggiamento aggravati, ed altri crimini contro la persona, oltre al traffico di stupefacenti, l'attribuzione fittizia di beni e l'acquisizione, in modo diretto e indiretto, della gestione e il controllo di attività economiche, e appalti legati a stabilimenti balneari, sale giochi e negozi.

I fratelli Spada sono anche ritenuti mandanti degli omicidi di Giovanni Galleoni (detto Baficchio) e Francesco Antonini (Sorcanera), uccisi nel novembre del 2011 a Ostia.

Proprio il duplice omicidio "segna l'inesorabile ascesa al potere del clan Spada - sostengono gli inquirenti - il cui prestigio criminale vede una progressiva crescita in forza dell'alleanza con l´organizzazione facente capo alla famiglia Fasciani e in concomitanza con l'indebolimento della famiglia dei 'Baficchio' (Galleone - Cardoni)".

Traffico di droga, estorsione e usura, le attività privilegiate dal clan: le vittime venivano minacciate con ferocia, come emerge da alcune conversazioni intercettate.

Uno degli affiliati finiti in manette a gennaio, nel minacciare una vittima, affermava: "Ti dovrei spacca solo la faccia.. hai preso la persona sbagliata.. ti spezzo tutte le costole ... io pijo le tenaglie e ti strappo i denti".

Una vittima raccontava che Carmine Spada "era venuto al ristorante con una macchina rubata portandosi un lanciafiamme al seguito e se si fosse infuriato avrebbe dato fuoco a tutto".

L'inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, affonda le sue radici in inchieste precedenti, e fa emergere un serie di legami tra Spada e Fasciani e la violenza di un gruppo che per anni ha sottomesso con agguati e intimidazioni il territorio di Ostia ponente.

Scritto da 
  • Alessandra Lemme
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