Giovedì 22 Marzo 2018 - 16:15

Pisa, svolta nel caso del 19enne morto sotto un treno: un arresto per pedofilia

Abusato da un 75enne, decise di vendicarsi dando fuoco alla sua auto. Ma proprio mentre si dileguava fu travolto sui binari

Milano, cadavere di un uomo trovato lungo i binari

Svolta nelle indagini sulla morte di Nicolay Vivacqua, il ragazzo pisano di 19 anni che la mattina del 21 dicembre scorso, dopo aver dato fuoco a un'auto insieme a un altro giovane, fuggì sui binari della linea ferroviaria e venne travolto da un treno all'altezza di Riglione-Oratoio, zona della periferia di Pisa. Proprio l'incendio doloso ha portato gli investigatori della squadra mobile su una pista nuova, che oggi si è concretizzata con l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un pensionato di 75 anni, residente a Pisa, proprietario dell'auto incendiata. L'uomo, spiega la polizia, è ritenuto responsabile di aver compiuto ripetuti atti sessuali e violenze sessuali nei confronti di quattro giovani che all'epoca dei fatti erano quasi tutti tredicenni. L'attività investigativa era già nata nell'ambito di un procedimento penale della locale Procura per i reati di violenza sessuale e prostituzione minorile avviato da una denuncia resa da un giovane cittadino marocchino per fatti avvenuti quando era ancora minorenne, denuncia che è apparsa "oltremodo fondata sulla base delle risultanze investigative". Uno dei quattro giovani abusati era proprio Nicolay Vivacqua.

Dalle indagini è emerso che Vivacqua aveva conosciuto un coetaneo e aveva scoperto casualmente che condividevano l'esperienza di aver subito abusi sessuali da parte del pensionato. I due, quindi, avevano deciso di vendicarsi incendiando l'autovettura dell'uomo, che per anni, secondo gli inquirenti, era stata il teatro delle violenze sessuali. Poi, nella fuga successiva, Vivacqua aveva trovato la morte sotto un treno. Quest'ultimo evento, spiega la polizia, "ha indirizzato le indagini in maniera serrata e ha consentito di acquisire non solo prove per i fatti di reato avvenuti in passato, ma di individuare alcune vittime attuali dell'indagato, in particolare minori di etnia rom e nordafricana". Secondo gli investigatori, l'uomo, da tempo gravitante negli ambienti delle squadre giovanili di calcio locali, avvicinava le giovanissime vittime, millantando di avere contatti influenti con squadre di calcio di Serie A e, carpendo la loro fiducia, di fatto li soggiogava ai suoi voleri.

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