Mercoledì 10 Gennaio 2018 - 16:00

Molestie, femministe e Asia Argento si scagliano contro Deneuve

Dura l'attrice romana: "Lei e le altre firmatarie dicono al mondo come la loro misoginia interiorizzata le abbia lobotomizzate sino al punto di non ritorno"

Numerose femministe e Asia Argento, una delle tante donne che hanno accusato Harvey Weinstein di molestie sessuali, si sono scagliate contro Catherine Deneuve, dopo la lettera aperta in cui ha attaccato il movimento #MeToo descrivendolo come una persecuzione nei confronti degli uomini. L'attrice 74enne e un altro centinaio di donne hanno firmato il testo, pubblicato da Le Monde, in cui hanno affermato "l'indispensabile libertà di offendere" e "d'importunare" degli uomini, contro un femminismo che affermano abbia "fattezze di odio degli uomini e della sessualità". La lettera di Deneuve afferma poi che "gli uomini siano stati puniti sommariamente, estromessi dal loro lavoro quando tutto ciò che hanno fatto è stato toccare il ginocchio di qualcuno o tentare di rubare un bacio".

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Argento, che fu tra le prime donne ad accusare il produttore di Hollywood, ha twittato in risposta: "Deneuve e le altre donne francesi dicono al mondo come la loro misoginia interiorizzata le abbia lobotomizzate sino al punto di non ritorno". Un gruppo di femministe francesi ha poi risposto alla lettera attraverso una radio, definendo Deneuve e le altre firmatarie come "difensori dello stupro". Affermare che il movimento #MeToo sia "puritano" e spinto "dall'odio per gli uomini" è "irrispettoso" nei confronti delle vittime di abusi e molestie sessuali, secondo le femministe, e mira a "richiudere il coperchio" che è stato finalmente aperto dallo scandalo Weinstein.

 

 

Per le donne che hanno risposto alla lettera aperta, Deneuve e le co-firmatarie sono "recidive nella difesa dei pedofili", riferimento al regista Roman Polanski e al fatto che l'attrice francese lo abbia sostenuto nella sua lotta contro l'estradizione per le accuse di stupro rivoltegli negli Usa. "La loro lettera è come quella di una vecchia zia stanca, che non capisce che cosa sta accadendo", aggiungono. "Gli sporchi maschilisti e i loro alleati hanno ragione a essere preoccupati. Il loro vecchio mondo sta velocemente scomparendo", hanno scritto inoltre.

Le reazioni sui social media sono state ugualmente massicce e infiammate. Tra i punti più criticati ci sono le affermazioni di Deneuve secondo cui "essere palpeggiati sulla metro" è un "non evento" per alcune donne e provarci con le donne sarebbe un diritto maschile fondamentale per la libertà sessuale. "Deneuve avrebbe un'opinione molto diversa sulle molestie, se non fosse una donna bianca straordinariamente bella e molto ricca, che vive in una bolla di enormi privilegi. E se avesse dell'empatia", ha twittato la vignettista del New York Times, Colleen Doran.

La scrittrice americana Laila Lalami ha parlato di questo modo di pensare come "della più chiara spiegazione del motivo per cui uomini come Woody Allen e Harvey Weinstein resistano". Ha aggiunto: "Deneuve accorrerebbe ancora in difesa degli uomini, se chi 'tenta di rubare un bacio' fosse nordafricano?". Più moderati altri commenti, come quello dell'accademica americana Christina Sommers, autrice di 'Who Stole Feminism?', che ha affermato Deneuve abbia denunciato "gli eccessi del movimento #MeToo".

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