Domenica 24 Dicembre 2017 - 16:00

Migranti nella neve: il terribile viaggio da Bardonecchia alla Francia

Tentano di passare il confine attraversando il passo della Scala. Pochi arrivano dall'altra parte, molti rinunciano e molti vengono respinti

Migranti ultima via per arrivare in Francia

Estate, inverno. Non conta. I migranti provano ad attraversare le Alpi per andare in Francia. Il viaggio dal cuore dell'Africa, adesso, presenta un tratto terminale tra boschi e pendii innevati che può diventare pericolosissimo. A Ventimiglia e al Brennero i controlli sui treni sono diventati ferrei. Chi è senza documenti in regola viene rispedito indietro. Così, come Lapresse aveva già documentato nel reportage dello scorso agosto di Simone Gorla, i migranti tentano di sconfinare lungo i pendii innevati intorno a Bardonecchia: passo della Scala, Valle Stretta, sono i nomi dei passi che un tempo erano solo meta di gite per appassionati di montagna "facile". Oggi accanto a comitive di sciatori o escursionisti, può capitare di incontrare gruppi di giovani africani che, zaino in spalle, camminano verso il confine a testa china. Fanno brevi tratti sulla strada innevata, poi tagliano lungo i pendii dove la neve è fresca (anche un paio di metri) e dove camminare è un'impresa. Lo fanno, soprattutto, per evitare incontri pericolosi (polizia o gendarmeria) per non rischiare il fallimento.

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Sono 10 chilometri di salita difficile, poi altri quattro di discesa in Francia. I nomi che sperano di arrivare a vedere sui cartelli stradali sono Nevache (il primo centro abitato oltre confine), poi Briancon dove, forse, troveranno ospitalità.

Sono giovani, infreddoliti, con poche speranze: "Siamo partiti in dieci e siamo arrivati in tre" raccontano nel videoservizio di Marco Alpozzi e Stefano Bertolino. Arrivati a Nevache, i dieci si sono nascosti in un boschetto, i primi tre sono stati aiutati dai volontari del paese che in macchina li hanno portati oltre il confine. Mentre aspettavano, gi altri sette sono stati trovati dalle forze dell'ordine francesi e sono stati portati indietro. Un ragazzo racconta: "Ho 15 anni.. Ho fatto tutto questo per arrivare in Francia. Questa dovrebbe essere la terra dei diritti dell'uomo e del bambino. Ma se mandano indietro un ragazzo di 15 anni, che diritto è?...".

Per fortuna non è frequente, ma qualcuno ci ha anche rimesso la vita arrampicandosi lungo le valli innevate con una speranza assurda nella mente e nel cuore. Una storia terribile che si svolge ogni giorno ai confini tra due civilissimi paesi. Ma sul Passo della Scala, si potrebbe dire che di civiltà ne è rimasta poca.

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