Giovedì 28 Dicembre 2017 - 10:45

La Bce: "Il mercato del lavoro dell'Eurozona è in persistente miglioramento"

I dati del Bollettino economico: "Ancora necessario un accomodamento monetario per far scendere l'inflazione"

Il mercato del lavoro è sulla via del miglioramento. Ad affermarlo è la Bce nel suo Bollettino economico. "Le informazioni ricavate dalle indagini segnalano persistenti miglioramenti nelle condizioni del mercato del lavoro nel periodo a venire", rileva la Banca centrale europea, segnalando però che al tempo stesso "si manifestano crescenti segnali di carenze di manodopera in alcuni Paesi e settori". Il miglioramento del mercato del lavoro, evidenzia ancora la Bce, "continua a sostenere la crescita dei redditi e la spesa per consumi".

"Un ampio grado di accomodamento monetario - prosegue - è ancora necessario per assicurare un ritorno dell'inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento". 

RISCHI PER L'ECONOMIA. "Un aumento del protezionismo", "un improvviso inasprimento delle condizioni di finanziamento a livello mondiale", "turbolenze associate al processo di riforma e liberalizzazione in Cina" e "incertezze politiche e geopolitiche, incluse quelle riguardanti le future relazioni fra il Regno Unito e l'Unione europea", sono i fattori che, secondo quanto riportato nel Bollettino, mantengono i rischi per le prospettive dell'attibvità mondiale sbilanciati verso il basso nel medio periodo. Per quanto riguarda i rischi al rialzo, presenti invece nel breve periodio, seconodo la banca centrale "è possibile che il miglioramento del clima di fiducia si traduca in una ripresa più rapida dell'attività economica".

CRESCITA E COMMERCIO. "Negli ultimi anni il potenziale di crescita è diminuito nella maggior parte delle economie avanzate ed emergenti e dovrebbe stabilizzarsi al di sotto dei livelli pre-crisi", prosegue il Bollettino. Nelle economie avanzate "sono diminuiti i contributi apportati dal capitale a seguito della forte riduzione dei tassi di investimento all'indomani della crisi finanziaria", e che gli investimenti "sono diminuiti anche nelle economie emergenti, in particolare nei paesi esportatori di materie prime". In diversi Paesi, inoltre, il calo del potenziale di crescita "è stato intensificato dal venir meno del sostegno dato dall'evoluzione demografica".

Buone le prospettive di crescita del commercio mondiale, che "permangono favorevoli nel breve periodo". Nel secondo trimestre - sottolinea la banca centrale - tale crescita è rimasta "solida" e che la dinamica dovrebbe essersi confermata "vivace" anche nei tre mesi successivi. Positive anche le indicazioni sul più lungo termine, con l'interscambio mondiale che potrebbe presentare "uno slancio congiunturale più intenso del previsto, connesso alla ripresa ciclica e al recupero degli investimenti".

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