Martedì 15 Maggio 2018 - 17:00

Governo, ridotte distanze M5S-Lega. Di Maio e Salvini: "Se ok su temi si parte"

Nuovo faccia a faccia in serata, mercoledì forse il giorno decisivo. E sul web impazza la satira

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Mancano poche ore e sapremo se l'Italia avrà il governo giallo-verde. L'accordo tra M5S e Lega sembra arrivata alla svolta finale: o la va o la spacca e si torna alle urne. È questo il messaggio che arriva direttamente dai principali contraenti del patto, Luigi Di Maio, che parla di "momento del coraggio di andare fino in fondo", e Matteo Salvini, che azzarda: "Darò novità forse domani (mercoledì, ndr)".

I leader si sono concessi una mattinata lontana dai palazzi della politica (l'incontro di giornata si è svolto a tarda sera in una località 'top secret' per telecamere e taccuini). Ore investite per recuperare le forze e riordinare le idee, mentre alla Camera il tavolo tecnico andava avanti sui temi del 'contratto' di governo. All'ultimo aggiornamento le pagine erano diventate già 39 e i punti oltre 22, tra i quali il taglio delle pensioni d'oro e la necessità di ridurre i costi delle istituzioni. Qualcuno dei partecipanti alla 'task force', off the record, si è concesso anche una battuta nelle rare e brevi pause dei lavori: "Se ci danno altri giorni, disboschiamo la Foresta amazzonica per tutti i fogli che stiamo riempiendo...". Segno che gli argomenti da trattare sono davvero tanti, così come le affinità di vedute, anche se su alcuni punti restano delle distanze tra Cinquestelle e Carroccio, che i rispettivi leader stanno provando a limare, ponendosi come deadline, anche se non tassativa, giovedì.

In giornata, sull'Huffington Post era circolata anche una bozza preliminare dell'accordo, nella quale era in bella evidenza la decisione di creare "una struttura parallela al Consiglio dei ministri" denominata "Comitato di riconciliazione, sede in cui regolare i dissensi nella cooperazione fra le due forze politiche o prendere nuove decisioni". Una nota congiunta M5S-Lega, però, ha precisato che si trattava di una versione ormai superata dagli eventi.

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Sull'Europa, ad esempio, Di Maio e Salvini sembrano sintonizzati sulla stessa frequenza: le istituzioni comunitarie devono cambiare, ma soprattutto non mettano becco negli affari di casa nostra. Reazioni con piglio molto duro, ispirate dalle ultime dichiarazioni roboanti del commissario europeo alla Migrazione, Dimitris Avramopoulos, che si augura non ci siano cambiamenti nella linea politica italiana sulla gestione dei flussi migratori, e del vicepresidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen, che ha avvisato: Niente eccezioni sul Patto di stabilità. Non solo, perché a rincarare la dose ci ha pensato il 'Financial Times', che in un editoriale scrive di "nuovi barbari scesi a Roma". Frasi a cui ha replicato prima il numero uno di via Bellerio ("ingerenza intollerabile") e poi il giovane capo politico dei gialli, parlando di "eurocrati non eletti da nessuno" che attaccano per paura del cambiamento.

I punti segnati in rosso, per indicare quelli che ancora necessitano di un approfondimento, dunque, si stanno riducendo in modo sensibile. Infatti il capo politico M5S e il segretario della Lega, in due diversi video pubblicati su Facebook, sempre con stili e parole differenti, dicono che la chiusura dell'intesa è dietro l'angolo: una volta raggiunto l'accordo sulle cose da fare, sui nomi non ci saranno problemi. Per Di Maio "questo è il momento del coraggio di andare fino in fondo", perché "se parte il governo sarà una bomba, nel senso positivo"; mentre per Salvini "siamo al tratto finale: o si trova la quadra o si torna al voto".

Insomma, manca davvero poco all'esecutivo giallo-verde. Prima, però, serve il via libera dei rispettivi elettorati: il prossimo week end in tutta Italia ci saranno, in piazze diverse, i banchetti della Lega e del Cinquestelle per tastare il polso del popolo, poi la piattaforma Rousseau dovrà esprimersi sul 'contratto'. Superati anche questi ultimissimi scogli, l'Italia avrà finalmente un governo nella pienezza delle funzioni. Sempreché la pallina non voli fuori dalla roulette proprio all'ultimo giro di giostra.

Scritto da 
  • Dario Borriello
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