Lunedì 16 Luglio 2018 - 07:15

Giro d’Italia donne, Van Vleuten cala il tris e si incorona regina della Corsa Rosa

L’olandese trionfa anche nell’ultima tappa di Cividale davanti alla connazionale Brand e alla polacca Niewiadoma. È il primo successo al Giro dopo il terzo posto del 2017. Elisa Longo Borghini, decima, la migliore tra le italiane in classifica generale

La prima volta non si scorda mai. Annemiek van Vleuten (Mitchelton Scott) si prende la 29° edizione del Giro Rosa, la più importante corsa di ciclismo femminile al mondo, conquistando anche l’ultima tappa davanti a Lucinda Brand (Team Sunweb) e Katarzyna Niewiadoma (Canyon SRAM). Un trionfo a Cividale del Friuli che ha segnato la terza prova di forza dell’olandese dopo la cronometro della settima giornata e soprattutto la scalata dello Zoncolan, timbro definitivo sul suo primo Giro d’Italia.

A 35 anni, la van Vleuten ha dimostrato maturità fisica e mentale tipiche delle fuoriclasse, dominando la seconda metà della Corsa Rosa e chiudendo con oltre quattro minuti di vantaggio in classifica generale sulla sudafricana Ashleigh Moolman-Pasio. Grazie a questo successo, la campionessa del mondo a cronometro si garantisce un posto d’onore nella stanza delle grandi olandesi accanto a Marianne Vos, l’Eddy Merckx del ciclismo femminile, e Anna van der Breggen, due volte vincitrice del Giro Rosa negli ultimi tre anni.

Un grande traguardo ancor più speciale se si ripensa al terribile incidente delle Olimpiadi di Rio2016 quando l’olandese, in lotta per la medaglia d’oro, finì a terra sbattendo la testa contro un cordolo. Commozione cerebrale, tre fatture spinali, il ricovero in terapia intensiva e la lunga riabilitazione, senza mai perdere il sorriso, fino all’oro di Bergen che ha scritto il lieto fine dopo più di un anno dall’incidente. Dopo aver messo al collo la medaglia, quasi il destino volesse risarcirla di quella persa in Brasile, la van Vleuten ha fissato l’obiettivo successivo: vincere il Giro, la grande corsa che mancava al suo ricco palmares. Oggi anche quel sogno è diventato realtà, grazie a tre prove eccezionali in cui ha dimostrato di essere senza dubbio la migliore e sul palco di Cividale del Friuli l’olandese ha festeggiato con lo stesso sorriso che l’ha accompagnata nei momenti più duri.

Sicuramente meno felici le ragazze italiane che lasciano il Giro Rosa senza neanche una vittoria di tappa e con pochi podi. La migliore, come da programma, è stata Elisa Longo Borghini, seconda nell’edizione 2017 proprio davanti alla van Vleuten, che in questa puntava a salire l’ultimo gradino per riportare la maglia rosa in Italia a dieci anni dall’ultima volta, quando a vestirla fu Fabiana Luperini. Una missione complicata ma il decimo posto a quasi 14 minuti dalla vincitrice non può soddisfare la fuoriclasse di Ornavasso, bronzo a Rio2016. Dopo una buona partenza nelle prime tappe, la Longo Borghini si è persa durante la sesta giornata, continuando ad accumulare ritardo nelle successive. L’unica consolazione sono i 26 anni della ciclista italiana che riproverà senza dubbio nei prossimi anni, così come Maria Confalonieri, Elena Cecchini e Sofia Bertizzolo, la miglior giovane del Giro Rosa 2018. Una generazione che sogna di portare ancora più in alto il ciclismo femminile italiano.

Scritto da 
  • Adriano Di Blasi
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