Mercoledì 11 Luglio 2018 - 15:45

George Ezra: "Così a Barcellona è nato il mio nuovo album"

La voce profonda che tutti ricordano per Budapest, racconta con serenità e il sorriso sulle labbra il periodo trascorso in Spagna

Per un mese si è trasferito a Barcellona, a casa di una certa Tamara, e lì ha conosciuto la città, preso appunti, conosciuto persone. Poi, ha preso tutto quel bagaglio e se l'è riportato a casa per scrivere il suo secondo album, uscito a marzo: Staying at Tamara's. George Ezra, la voce profonda che tutti ricordano per Budapest, racconta con serenità e il sorriso sulle labbra il periodo trascorso in Spagna, dove ha preferito alloggiare in un AirBnb (proprio quello di Tamara) invece che in un albergo, per entrare in contatto con la cultura del luogo.

"p stata un'ottima cosa, non solo per l'album ma anche per me. Infatti quando ascolto il disco sento un suono rilassato, genuino. Proprio come mi sentivo in quel momento. Per questo ne sono così orgoglioso". In realtà, se a Barcellona si è ispirato, poi le tracce le ha scritte una volta tornato a casa, in Inghilterra. "Ho amici musicisti che riescono a sedersi e scrivere una canzone, anche se si trovano nella loro camera da letto", racconta Ezra, "io, invece, non ci riesco, non sono così brillante. Devo trovare un'ispirazione, e lo faccio prendendo appunti, incontrando persone e vedendo posti nuovi. Nelle canzoni si può ritrovare quell'atmosfera".

Questo secondo album, che per Ezra è come se fosse quello di debutto, visto che in 'Wanted on Voyage' si sentiva "quasi un bambino, non sapevo se nessuno mai lo avrebbe ascoltato, se avrei avuto successo", segna il suo passaggio alla maturità: "Mi sono fermato a guardare ciò che mi era successo per capirlo e dargli un senso". Un unico rimpianto: averci messo troppo. Ma, d'altronde, per fare le cose per bene ci vuole tempo. Dopo lo straordinario successo di Budapest, George racconta che la sua vita non è cambiata così tanto quanto gli altri possano pensare: "All'inizio ero preoccupato per gli effetti sul mio privato. Quando suoni in una città c'è la tua faccia in giro, leggi il tuo nome e le persone ti riconoscono. Temevo potesse succedere anche quando mi fossi trovato in vacanza, e invece non è così. Quindi, certo, in qualche modo la mia vita è cambiata. Ma è anche perchè dall'inizio della mia notorietà sono passati 5 o 6 anni, quindi sono io stesso ad essere cambiato". E fra qualche anno, come si vede Ezra? "Ogni tanto mi dico che non voglio fare questo mestiere per sempre perchè ti assorbe, ma la verità è che amo farlo, sarei perso senza". Soprattutto per quanto riguarda le esibizioni dal vivo.

In Italia George Ezra si esibirà il 26 ottobre al Fabrique di Milano e arriverà con una band composta da sei elementi. Spesso lontano da casa per motivi di lavoro, George, 25 anni, non perde però d'occhio la situazione interna al suo Paese, l'Inghilterra. E in questi giorni tumultuosi, con le dimissioni di Boris Johnson e i dubbi sulla Brexit, non teme di esporsi: "Non capisco cosa stia succedendo. Per quanto riguarda la Brexit, penso che molti non avessero capito cosa stavano votando. Ma forse ora non è troppo tardi per tornare indietro. Mi chiedo se sia possibile uscirne. Di certo, vorrei non fosse mai successo".

Scritto da 
  • Chiara Troiano
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