Venerdì 01 Giugno 2018 - 15:00

Fca, piano da 45 miliardi in 5 anni, oltre 9 miliardi sull'elettrico

L'ad presenta il piano industriale al 2022: "Solido e coraggioso"

FCA, Conferenza stampa Sergio Marchionne e John Elkann a Balocco

Fiat Chrysler Automobiles azzera il debito ed è pronta a tornare al dividendo. L'amministratore delegato, Sergio Marchionne, svela l'ultimo piano con la sua firma, il 2018-2022, dal centro sperimentale del gruppo a Balocco, nel vercellese, dove presentò la sua prima strategia nel 2004. Marchionne, come promesso, al Capital Markets Day mette una cravatta sotto il classico maglioncino per annunciare e celebrare la posizione finanziaria netta "positiva" entro fine giugno. Un obiettivo che permetterà a Fca, secondo le stime, di distribuire 6 miliardi di euro di dividendo in cinque anni, circa il 20% dell'utile complessivo. I ricavi sono attesi in crescita del 7% annuo, sopratutto con il marchio Jeep che punta a vendere circa 2,8 milioni di auto annua al 2022. In tutto la casa automobilistica investirà 45 miliardi di euro, di cui oltre 9 miliardi per l'auto elettrica.

Servirà invece pazientare ancora per sapere quali modelli saranno assegnati agli stabilimenti italiani, per cui si conferma l'intenzione di puntare sul premium, anche con versioni elettriche. "Decideremo alla fine dell'estate, ma non manderemo a casa nessuno", rassicura il capo azienda, che spiega che "se Pomigliano perde la Panda (potrebbe andare in Polonia, ndr) è perché acquisterà una vettura superiore. Per Mirafiori è da vedere se produrrà solo Maserati". In Italia potrebbe essere prodotta anche la nuova della famiglia 500, la 'Giardiniera', una city car elettrica che dovrebbe soddisfare la domanda nelle grandi città che stanno tagliando le emissioni inquinanti. Secondo Marchionne "il passaggio più difficile" sarà quello della gestione degli occupati nei motori diesel, motorizzazione che Fca mira ad abbandonare gradualmente per le auto passeggeri - entro il 2021 nell'area Emea - per fare spazio agli ibridi plug-in e all'elettrico, mantenendo ovviamente una quota di benzina.

Marchionne spiega che le immatricolazioni globali di Jeep, Alfa Romeo, Maserati, Ram e Fiat sono previste in crescita complessivamente dal 65% delle vendite del gruppo nel 2017 a circa l'80% del totale entro il 2022. Per Maserati - che avrà propulsione Ferrari - l'obiettivo a fine piano è di 100.000 vetture all'anno, per Alfa 400.000, con il lancio rispettivo di 6 e 7 modelli. Confermati gli obiettivi del piano al 2018 e l'intenzione di scorporare la componentistica di Magneti Marelli al massimo all'inizio del 2019. Fca si aspetta nel 2022 un utile operativo tra 13 e 16 miliardi di euro, con margini tra il 9% e l'11%. Nel quinquennio sono attesi ulteriori risparmi per 10 miliardi di euro, da efficienza operativa e minori costi di indebitamento.

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I mercati non accolgono bene il piano, con il titolo di Fca che a Piazza Affari chiude in calo del 4,53% a 18,522 euro. Ma Marchionne è tranquillo, parla di obiettivi "ambiziosi" e di piano "solido e coraggioso" e ricorda che nel 2014 il titolo crollò per lo scetticismo degli analisti sulle cifre annunciate a Detroit. "Non mi pare di aver dato brutte notizie oggi, no?", scherza il manager italo-canadese, che incassa i complimenti del presidente di Fca, John Elkann, che dice che con le base messe dall'a.d. non ha mai visto "un futuro così brillante" per la casa auto ed evidenzia che non avrebbe alcun senso per la holding della famiglia Agnelli, Exor, vendere adesso.

Sul successore di Marchionne, ribadisce ancora il presidente, "non c'è alcun ritardo" perché si tratta di una scelta che verrà fatta nel 2019. Il manager con il maglioncino, ribadendo che si tratterà di un uomo del suo team, ne descrive i tratti. "I leader di Fca - dice richiamando la lezione degli anni difficili di Fiat e della crisi economica - nascono dalla lotta alle difficoltà, questo è l'unico approccio che conosciamo. Fca è una cultura di persone, di leader nati da avversità che operano senza spartito". Sulla situazione politica italiana Marchionne afferma che avere un governo "è già un passo avanti" e dice ancora che il gruppo resta "filogovernativo".

Un'altra sfida di Fca per i prossimi anni è quella della guida autonoma. "Prevediamo che i sistemi a guida autonoma di livello 4 diventeranno disponibili per i nostri clienti intorno al 2023", spiega agli analisti Harald Wester, chief technical officer. Sulla nuova tecnologia Fca collabora con tre grandi player, Waymo, Bmw e Aptiv.

Scritto da 
  • Dal nostro inviato Lorenzo Allegrini
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