Mercoledì 16 Agosto 2017 - 09:15

Quarant'anni senza Elvis, omaggio dei fan davanti alla casa di Memphis

Una veglia in Tennessee in memoria del cantante che ha cambiato la storia della musica

Usa, 40° anniversario dalla morte di Elvis Presley a Memphis

Passano gli anni e i decenni, ma il mito di Elvis Presley resiste. Migliaia di fan del cantante provenienti da tutto il mondo si sono radunati davanti alla sua casa a Memphis, in Tennessee, per celebrare in una veglia il 40esimo anniversario della sua morte. La città dove Elvis, nato nel 1935, ha dato forma alla sua leggenda celebra ogni anno 'il re del rock' con la 'Settimana di Elvis'.

L'enorme festa dura sette giorni, in cui riunisce i fan del musicista intorno al 16 agosto, giorno in cui morì nel 1977. I fan, molti con toupet e stravaganti costumi che ricordano lo stile dell'artista, si immergono in balli e concerti a lui dedicati e ispirati, partecipano ad aste di oggetti che furono di sua proprietà e assistono a concorsi di imitatori. Il programma è assai vario e prevede anche dibattiti con compositori che lavorarono con il cantante, recital tematici e una corsa benefica di cinque chilometri. Il momento centrale della 'Settimana di Elvis', però, resta la veglia in cui i fan trascorrono la notte in attesa dei primi raggi di sole del 16 agosto.

Pochi artisti hanno trasformato da cima a fondo la cultura popolare nel secolo Ventesimo come fece Elvis con la sua apparizione negli anni '50 e con una carriera che include successi come 'Suspicious Minds', 'Hound Dog', 'Jailhouse Rock' o 'Can't Help Falling in Love'. Unendo gli insegnamenti del country e del rhythm and blues, plasmando il palpitante suono del rockabilly, il musicista di Memphis fece innamorare i giovani e spaventò gli adulti a forza di sessualità, sguardi romantici, balli irresistibili e dell'audacia che contraddistingue chi come lui sembra nato per calcare un palcoscenico. Anche la sua vita fu un esempio delle contraddizioni del sogno americano: un dio che toccò il cielo nei '50, persona confusa nei '60, fenice che resuscitò nei '70 per cadere poi definitivamente autodistrutto e consumato dalle dipendenze da farmaci.

"Elvis, nei suoi momenti migliori, non solo simbolizza ma arriva a incarnare molto del buono che c'è negli Stati Uniti", scrisse il critico del rock Greil Marcus su 'Mystery Train' (1975). "Piacere sensuale a volte semplice e a volte complesso, ma sempre aperto; amore per le radici e rispetto del passato; rifiuto del passato e necessità di novità; ardente desiderio di arricchirsi e di godersi la vita; passione naturale per la grandi auto, i vestiti vistosi, i simboli di status. È da tempo che Elvis è diventato uno di quei simboli", proseguì Marcus. Quarant'anni dopo la sua morte, Elivs continua a essere una fonte inesauribile di affari e ispirazione. Con 27 milioni di dollari, è stato il quarto personaggio scomparso con i più grandi guadagni del 2016 dopo il cantante Michael Jackson, il fumettista Charles M. Schulz e il golfista Arnold Palmer, secondo Forbes. E dal mondo dello schermo i fratelli Weinstein, collaboratori abituali del regista Quentin Tarantino, preparano una miniserie televisiva sulla sua vita, produzione che ha l'approvazione della ex moglie Priscilla Presley e che sarà il primo show girato nella maestosa tenuta di 'Graceland'.

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