Domenica 15 Aprile 2018 - 11:30

È morto Vittorio Taviani, maestro del cinema italiano

Insieme al fratello Paolo ha firmato capolavori come 'Padre padrone' e 'Cesare deve morire'

Morto il regista Vittorio Taviani

Se n'è andato uno dei maestri del cinema italiano. È morto a Roma, all'età di 88 anni, il grande regista Vittorio Taviani, era malato da tempo. Con il fratello Paolo ha firmato capolavori come 'Padre Padrone' (Palma d'oro a Cannes nel '77), 'La Notte di San Lorenzo', 'Caos fino a Cesare deve morire' (Orso d'oro a Berlino). Per volontà della famiglia non ci saranno camera ardente né funerali. Il corpo del regista verrà cremato in forma strettamente privata.

Vittorio Taviani era nato a San Miniato, in provincia di Pisa, il 20 settembre del 1929. Con il fratello Paolo, di due anni più giovane, ha diretto film tra i più importanti della nostra cinematografia, raccontando la realtà, la storia, le contraddizioni del nostro Paese. Figli di un avvocato antifascista, i fratelli Taviani hanno abbandonato gli studi in Legge per darsi al cinema. Tra i primi lavori, hanno realizzato una serie di documentari a sfondo sociale.

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Il debutto sul grande schermo risale al 1962, quando i Taviani hanno firmato il lungometraggio 'Un uomo da bruciare', con Gian Maria Volonté, ispirato alla vita di Salvatore Carnevale, bracciante, socialista di Sciara, in provincia di Palermo, attivo nel sindacato e nel movimento contadino, freddato da killer in Sicilia nel 1955. Dopo una serie di film di successo, per i due fratelli viene il momento dei riconoscimenti internazionali. Nel 1972 girano 'San Michele aveva un gallo', che vince il Premio Interfilm a Berlino. E dopo 'Allosanfàn', del 1974, con Marcello Mastroianni e Lea Massari, è la la volta di 'Padre padrone', che nel 1977 conquista la Palma d'Oro e Premio della Critica al Festival di Cannes: a consegnarla è il presidente della giuria Roberto Rossellini mentre in Italia viene loro assegnato un David Speciale e un Nastro d'Argento.

La carriera dei fratelli Taviani è proseguita con importanti film, successi di critica e pubblico e tanti premi. A 83 anni, per Vittorio Taviani è arrivato un nuovo, importante riconoscimento: nel 2012 insieme al fratello vince l'Orso d'Oro al Festival di Berlino (mancava al cinema italiano dal 1991, quando andò a La casa del sorriso di Marco Ferreri) con 'Cesare deve morire'. Il film, girato in stile docu-drama, segue la messa in scena del Giulio Cesare di Shakespeare. A recitare sono i detenuti del carcere di Rebibbia, diretti dal regista teatrale Fabio Cavalli. Il loro ultimo film è stato 'Una questione privata', girato lo scorso anno, che ha per protagonista il bravissimo Luca Marinelli

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