Lunedì 11 Giugno 2018 - 18:00

Domenico Diele condannato a 7 anni e 8 mesi per omicidio stradale

L'attore di '1992' e 'Acab' aveva travolto e ucciso una donna mentre guidava sotto effetto di droghe

Presentazione della fiction RAI "C'era una volta Studio 1"

Sette anni e 8 mesi di carcere per omicidio stradale. E' questa la condanna che il Tribunale di Salerno ha inflitto all'attore Domenico Diele, che la notte tra il 23 e il 24 giugno dello scorso anno ha travolto e ucciso con la sua auto la 48enne Ilaria Dilillo, che stava viaggiando in sella al suo scooter sull'autostrada A2 del Mediterraneo. L'impatto, violentissimo, è avvenuto nei pressi dello svincolo di Montecorvino Pugliano (Salerno) e per al donna non c'era stato nulla da fare.

Il processo celebrato con rito abbreviato davanti al gup Piero Indinnimeo era iniziato a febbraio 2018 ma la sentenza era slittata di diversi mesi perché il giudice aveva fatto richiesta di una perizia sulle condizioni psicofisiche dell'attore 32enne al momento dell'impatto e effettuare l'analisi dell'attivazione del sistema frenante calcolando la velocità dell'automobile registrata dal dispositivo satellitare installato a bordo della vettura di Diele. A eseguire gli accertamenti erano stati il professor Antonello Crisci, docente di Medicina Legale all'Università di Salerno, e l'ingegner Alessandro Lima. Il pm Elena Cosentino aveva sollecitato per l'imputato una condanna di 8 anni.

Leggi anche: Diele in carcere: "Sono eroinomane, ma non un criminale. Chiedo scusa"

Dopo una parte importante nel film di Stefano Sollima, ACAB (2011), Diele era diventato popolare al grande pubblico televisivo italiano per aver interpretato il ruolo di un giovane magistrato del pool di Mani Pulite nella fiction Sky Atlantic, 1992 e 1993. Magistrato che nella finzione lavora fianco a fianco ad Antonio Di Pietro seguendo lo scandalo della Sanità dell'epoca. Il personaggio interpretato da Pastore in conclusione della seconda serie 1993 si ritrovava contagiato dall'Hiv a seguito di trasfusioni di plasma infetto.

Arrestato subito dopo l'incidente, Diele era al volante ma con la patene sospesa per uso di stupefacenti e dopo essere finito in cella a Salerno aveva dichiarato di fare uso regolare di eroina. I test tossicologici, infatti, avevano evidenziato che anche quella sera era sotto l'effetto di oppiacei e hashish. Dopo l'interrogatorio di garanzia Diele era finito agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, ma aveva dovuto aspettare una dozzina di giorni prima della scarcerazione, perché non c'era nessun dispositivo disponibile.

L'attore ha trascorso gli arresti domiciliari a casa della nonna a Roma, che poi si sono infine conclusi per decorrenza dei termini della custodia cautelare il 23 dicembre scorso. Da quel giorno è tornato libero. Non si è presentato in aula per al lettura del verdetto. Nel corso dell'udienza si è presentato invece il padre della vittima, che si è costituito parte civile insieme al fratello e non ha mai smesso di lottare per avere giustizia. Diele non ha mai cercato di parlare con loro, ne ha chiesto scusa per quello che è accaduto, nonostante si siano incontrati più volte in Tribunale a Salerno.

"Non possiamo certo parlare di soddisfazione, ma di sollievo perché la sentenza per la povera Ilaria è arrivata in meno di un anno fe quindi il sistema della giustizia ha funzionato anche in maniera celere", ha detto l'avvocato Michele Tedesco, difensore dei familiari di Ilaria Dilillo.  "La battaglia della Procura e nostra - ha spiegato l'avvocato Tedesco - è stata tutta giocata sulla perizia alla quale è stato sottoposto Diele, che ha mostrato che si trovava in uno stato di alterazione fisica quando con la sua auto ha tamponato e ucciso Ilaria". "I familiari di Ilaria non si sono mai arresi e non hanno mai rilasciato dichiarazioni alla stampa" nemmeno quando la difesa di Diele ha fatto "insinuazioni e attacchi, come quello che Ilaria fosse deceduta a causa di una puntura di insetto che le avrebbe provocato uno shock anafilattico". Se dopo aver letto le motivazioni, che verranno depositate entro 30 giorni, l'attore deciderà di impugnare la sentenza, il papà e il fratello della vittima sono pronti a fare battaglia.

 

Scritto da 
  • Benedetta Dalla Rovere
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