Martedì 12 Settembre 2017 - 22:45

Champions, Messi schianta i fragili sogni Juve: Barça fa 3-0

Lionel Messi ha schiantato la Juventus alla prima uscita in Champions League con una doppietta magica e una serie di giocate da fuoriclasse assoluto

Champions League - FC Barcelona vs Juventus

Poi magari c'è qualcuno che racconta una storia strana e farlocca, cioè che Lionel Messi abbia imboccato il viale del tramonto, che non sia più quello di una volta, eccetera eccetera. Ecco, allora tanto per capirsi e per capire, la Juventus alla prima uscita in Champions League l'ha schiantata lui, con una doppietta magica, con una serie di giocate da fuoriclasse assoluto, prendendo per mano il Barcellona quando il Barcellona rischiava di smarrirsi. Messi, questo Messi, merita un inchino e una riverenza, nulla ancora di raggiungibile da Paulo Dybala, appena volitivo, e dal fantasma di Gonzalo Higuain. Messi è stato una poesia, qualcosa di unico e di straordinario. D'altronde, almeno all'inizio, la Juventus non ha avuto timori reverenziali, un po' perché si è abituata al clima del Camp Nou, un po' perché questo Barcellona orfano di Neymar e alle prese con una presunta crisi strisciante in teoria non rappresenta più l'avversario (quasi) imbattibile di Berlino.

 

Un'illusione, già, malgrado per tutto il primo tempo - a dispetto delle numerose assenze - la squadra di Allegri, innestata sul 4-2-3-1, con De Sciglio in difesa e Bentancur sulla linea dei trequartisti, abbia tenuto botta ai catalani, costruendo tre palle gol (6' De Sciglio sinistro dalla distanza a lato; 9' contropiede Douglas Costa-Dybala con conclusione parata; 12' conclusione di Pjanic neutralizzata da Ter Stegen; 24' ancora Douglas Costa per Bentancur stoppato da Jordi Alba) e dimostrando di non subire il possesso palla avversario. I blaugrana, per lunghi tratti, hanno dato la sensazione di essere prevedibili, lenti nel giropalla, non ispiratissimi in quelli che stanno davanti (Suarez e Dembelé) e nemmeno in quelli che stanno nel mezzo (Iniesta e Busquets).

GUARDA LE PAGELLE Brilla Messi (voto 8), Higuain un fantasma (5 risicato)

Una sensazione fasulla, purtroppo, per i bianconeri. Il Barça era e resta il Barça. Infatti, all'ultimo minuto del primo tempo, guarda caso uno che si chiama Messi ha scassato l'equilibrio della partita con un colpo di biliardo che ha visto Buffon spettatore involontario. Magico il sinistro dell'argentino, eccellente il triangolo di Suarez, con Barzagli a sua volta spettatore non pagante. Un lampo che ha spostato il match e che ha costretto la Juventus a cominciare la ripresa con un atteggiamento ancora più spregiudicato. Detto che lo sciagurato De Sciglio (troppi i passaggi sbagliati) ha lasciato il campo per infortunio al 41' (avvicendato da Sturaro: escludere Lichtsteiner è stata una pessima idea), detto che Douglas Costa è vissuto di scatti e di guizzi e di discontinuità, detto che Higuain non l'ha quasi mai strusciata, detto che Dybala ha provato a diventare pericolosissimo ogni volta che è entrato in azione, la Juventus ha avuto la capacità di ributtarsi nel match con personalità. Ma ha pure offerto spazi enormi agli spagnoli, che ne hanno subito approfittato. Dopo 7 minuti solo il palo e un curioso rimpallo hanno salvato Buffon dalla seconda rete, che avrebbe collocato una pietra tombale sull'incontro. Ma per il 2-0 si è dovuto aspettare pochissimo, all'11 infatti Messi è scappato sulla destra, si è bruciato un paio di avversari e ha messo in mezzo all'area una palla invitante sulla quale è intervenuto alla disperata Sturaro, scodellando involontariamente un assist perfetto per Rakitic. Per provare a recuperare, Allegri ha dato una chance a Bernardeschi (per Bentancur), rendendo più offensiva la linea della trequarti. Una mossa inutile in considerazione della terza rete blaugrana, ancora griffata da Messi con una serpentina e un sinistro imbarazzante, soprattutto per Buffon. Dopo il 3-0 ci sono state altre emozioni, da una rete annullata a Suarez per fuorigioco al salvataggio sulla linea di Piquè, tutta roba buona per i titoli di coda: la sentenza, inappellabile e squassante, era già stata emessa. 

Scritto da 
  • Vittorio Oreggia
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