Giovedì 20 Luglio 2017 - 10:00

Boeri: Migranti buoni contribuenti. E non rubano lavoro

La relazione del presidente dell'Istituto di previdenza davanti alla Commissione d'inchiesta sul fenomeno migrazione. "Ogni anno ci regalano 300 milioni a fondo perduto"

Manifestazione dei metalmeccanici Fiom-Cgil

Gli immigrati regolari danno una grossa mano al sistema previdenziale italiano: versano contributi, per ora non prendono pensione e molti di loro non la prenderanno mai. Ogni anno ci "regalano" circa 300 milioni. E' quanto emege dalla relazione del presidente Inps Tito Boeri davanti alla Commissione d'inchiesta sui migranti della Camera. Nello stesso tempo, Boeri ha sottolineato come l'assenza di canali d'ingresso regolari aumenta il rischio di lavoro nero ma ha anche dimostrato come la fuga di giovani dall'Italia non possa essere dovuta alla competizione con i migranti sul mercato del lavoro.

Immigrati buoni contribuenti Inps - "I dati Inps ci dicono che gli immigrati regolari versano ogni anno 8 miliardi di contributi sociali e ne ricevono tre in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di circa 5 miliardi per le casse dell'Inps". Così il presidente dell'Inps Tito Boeri in audizione in commissione d'inchiesta sui migranti alla Camera. "Certo, a fronte di questi contributi netti vi saranno un domani prestazioni: gli immigrati di oggi faranno parte dei pensionati di domani. Ma è anche vero che in molti casi i contributi previdenziali degli immigrati non si traducono in pensione", ha sottolineato Boeri. "Abbiamo calcolato - ha aggiunto -che sin qui gli immigrati ci hanno regalato circa un punto di Pil di contributi sociali a fronte dei quali non sono state erogate delle pensioni. E ogni anno questi contributi a fondo perduto degli immigrati valgono circa 300 milioni di entrate aggiuntive nelle casse dell'Inps".

La bassa natalità - Boeri ha affrontato anche il tema della bassa natalità degli italiani legata al sistema previdenziale e al saldo naturale della popolazione che, senza gli immigrati, sarebbe negativo: "Il contributo degli immigrati regolari al sistema previdenziale italiano rimarrebbe fondamentale anche nel caso, comunque auspicabile, venissero introdotte delle politiche efficaci per l'aumento del tasso di fecondità delle donne italiane. In ogni caso un aumento del numero di bambini italiani avrebbe effetto sul sistema pensionistico solo nel lungo periodo, poiché sarebbe in ogni caso necessario aspettare che i neonati raggiungano l'età per lavorare per poter contribuire attivamente al sistema previdenziale". "Il contributo dei lavoratori immigrati oggi è particolarmente rilevante per il nostro sistema di protezione sociale perché il saldo naturale della popolazione italiana è negativo - spiega Boeri -, nel 2015 ad esempio il saldo naturale è stato negativo di quasi 300.000 soggetti: questo saldo è stato solo in parte compensato dall'acquisizione di cittadinanza italiana da parte di 66.000 stranieri residenti".

"Se cala la natalità e aumenta la longevità, come nel nostro Paese - sottolinea Boeri -, questo porta un aumento del numero di pensionati per lavoratore e dunque del prelievo contributivo fiscale che grava su ogni lavoratore per permettere il pagamento delle pensioni. Anche se il nostro Paese tornasse a tassi di natalità del periodo del baby boom, ci vorrebbero comunque vent'anni prima che questa più forte natalità si traduca in incrementi della platea dei contribuenti".

Lavoro nero - "In assenza di canali di accesso regolari aumentano gli immigrati che lavorano in nero". Così il presidente dell'Inps Tito Boeri in audizione in commissione d'inchiesta sui migranti alla Camera "Tra i lavoratori trovati in nero durante le ispezioni di vigilanza Inps nelle aziende uno su tre risultava clandestino nel periodo 2013-2015. La regolarizzazione dei lavoratori immigrati porta invece a una emersione persistente nel tempo di lavoro altrimenti svolto in nero. Le nostre analisi sulle sanatorie del 2002 e del 2012 documentano che l'80% degli immigrati anche dopo cinque anni dalla regolarizzazione è un contribuente alle casse dell'Inps".

I migranti non rubano lavoro - "Mentre i migranti che entrano nel mercato del lavoro italiano sono per la maggior parte dei casi a bassa qualifica, la quota degli italiani non laureati che scelgono di emigrare per motivi economici è dimezzata tra il 2007 e il 2015. Sembra difficile perciò ipotizzare che la fuga dei giovani dal nostro Paese possa essere dovuta alla competizione sul mercato del lavoro con gli immigrati",

 

 

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